I benefici della fascia porta bebè

Il babywearing, che consiste nel portare con sé i figli tramite fasce elastiche o rigide ha origini molto lontane. Un’abitudine che è sempre stata utilizzata in Asia, Sudamerica e Africa.

Questa pratica si è diffusa in Occidente solo a metà degli anni ’80, grazie al pediatra statunitense, il Dott. Sears che ha contribuito a farla conoscere ed apprezzare.

Dobbiamo a lui il termine babywearing (letteralente “indossare il figlio”) e che si fonda sull’idea che la gestazione non duri i 9 mesi della gravidanza ma 18 mesi. Grazie al contatto continuo con la madre, il bambino trova il proseguimento della vita nell’utero, vedendo ricreato quell’ambiente in cui il bambino ha iniziato la propria vita.

Ribaltando il concetto tradizionale dell’occidente, secondo cui il bambino deve essere abituato all’indipendenza fin da piccolo per evitare che prenda “brutti vizi”; questo dispositivo si basa invece sull’idea che per renderlo indipendente, un bambino debba essere prima di tutto sicuro nella relazione.

Il babywearing ha basi anche nella psicologia: Bowlby, importante psicologo britannico, aveva sviluppato la teoria dell’attaccamento secondo cui una relazione sicura poggia sul fatto che la madre sia per il proprio figlio una base da cui potersi allontanare, garantendo la certezzadi poterci tornare quando più lo desidera (e viceversa).

Ci sono numerosi vantaggi nel portare i figli con sé, con il babywearing.

A livello emotivo e psicologico: favorisce l’attaccamento, aiuta lo sviluppo di empatia, riduce il pianto del bambino, è di supporto per le madri che non sono riuscite ad allattare e riduce la possibilità di sviluppare depressione post-partum.

A livello fisico permette di viaggiare senza ingombri, tenendo le mani libere consente di occuparsi ad altre occupazioni, il peso del figlio è ben distribuito e non viene tutto caricato sulla schiena, si può fare attività fisica portando con sé il proprio figlio.

Per il bebè ci sono notevoli ricadute positive sullo sviluppo neuro-motorio, aiuta il corretto sviluppo delle anche, permette maggiori interazioni con il mondo esterno e con le persone incontrate, la vicinanza costante con la madre.

Ne esistono di diverse versioni, starà poi a voi decidere qual è la migliore fasca porta bimbi, secondo le vostre esigenze.

La distinzione principale è tra supporti non strutturati, strutturati o semi strutturati.

Quelli non strutturati sono le fasce per bebé, eccone alcune:

elastica: è lunga in genere 5m, in maglina di cotone o bamboo ed è ideale per i prematuri. In generale è sconsigliata per portare figli sopra i 7-8 kg. Può essere usata solo per portare davanti a sé, avvolgendo il piccolo con 3 strati di tessuto.
rigida: ha lunghezza variabile, permette di tenere il piccolo davanti, sul fianco e sulla schiena e con legature singole o pluristrato. Viene realizzata in tessuto 100% cotone anche se ne esistono molte varianti in commercio, garantendo un’ottima stabilità ed elasticità.
corta: è una variante della fascia rigida ma più corta. È consigliabile dai 3 mesi, o comunque da quando il bebè regge il capo in autonomia.
corta ad anelli: è una fascia con due anelli a un’estremità. Consigliata dai 3 mesi ed essenzialmente per portare il bebè sul fianco.
corta tubolare: si tratta di un articolo su misura. Si usa per portare il bambino sul fianco e, proprio per il fatto di essere personalizzato, ha una durata limitata nel tempo.

I supporti strutturati sono invece i marsupi, forse il prodotto più diffuso per portare con sè il bambino. I maggiori difetti risiedono nel fatto che non sono un buon sostegno per testa e collo, i bambini gravano sulla zona genitale di chi li porta, non garantiscono la giusta posizione delle anche, spesso i tessuti non sono certificati.
Migliori i marsupi ergonomici, anche se non sono facili da trovare in commercio.

I sostegni semi-strutturati sono invece il Mei Tai, una via di mezzo tra quelli di cui abbiamo parlato in precedenza. È un rettangolo di stoffa di circa 50cm ai cui angoli sono state cucite delle bretelle. Queste vengono fissate sul ventre e le spalle di chi trasporta il bambino. È consigliato l’uso dai 3 mesi di vita.