Plagiocefalia: conseguenze e spunti

Il sistema scheletrico è ciò che sostiene il peso di tutto il nostro corpo. Così fermo e stabile, è in grado di sorreggere carichi importanti e sembra davvero impossibile pensarlo come elastico e modellabile.

Ma nei primi mesi di vita, le ossa dei neonati sono estremamente delicate e fragili, poichè ancora non sono ben fuse tra di loro e risultano dunque tenere e molli.

Sono diverse le problematiche che possono sorgere in questo momento di crescita e che possono avere conseguenze più o meno gravi anche nella vita adulta: tra queste rientra la plagiocefalia.

Ecco alcune informazioni utili e qualche accorgimento per risolvere questa problematica.

 

Plagiocefalia cos’è e come riconoscerla

 

Con il termine plagiocefalia ci si riferisce a un’anomalia della forma del cranio nei bambini, dove la testa assume la forma di un parallelogramma romboide. La regione occipito-parietale della volta cranica risulta leggermente schiacciata da un lato, con un appiattimento che è possibile notare anche ad occhio nudo.

Infatti i soggetti che soffrono di plagiocefalia presentano alcune caratteristiche fisiche riconoscibili come un occhio molto più piccolo dell’altro oppure un orecchio in posizione più avanzata rispetto all’altro lato.

Se dovessi avere un dubbio, ti basterà recarti dal pediatra di riferimento che da un esame obiettivo saprà consigliarti la strada migliore da adottare.

A meno che il dottore non ritenga possa esserci una correlazione con la craniosinstosi, non sarà necessario effettuare tac o radiografie.

 

Rimedi alla plagiocefalia

 

Come ogni neomamma, ti starai sicuramente chiedendo se e quando c’è da preoccuparsi. Non temere,Generalmente, anche se non curata la plagiocefalia non porta con sè conseguenze neurologiche ma solo a livello estetico.

Nella maggior parte dei casi la plagiocefalia si risolve in brevi tempi e senza particolari interventi. E’ però importante modificare alcune abitudini, ad esempio la posizione in cui dorme il piccolo.

Tra le cause più comuni di questa anomalia infatti c’è il dormire in posizione supina per un tempo troppo prolungato: se durante i riposini e la dormita notturna il bambino rimane sempre nella stessa posizione, la pressione esercitata sulla zona cranica diventa notevole  e, data la malleabilità delle piccole ossa, può portare alla plagiocefalia di tipo posturale.

Tra le diverse soluzioni, il cuscino è quella più efficace.

Si consiglia infatti di sollevare leggermente il capo con l’utilizzo di un cuscino non particolarmente duro e di controllare la postura del bimbo mentre dorme per assicurarsi che non poggi la testa sempre dallo stesso lato.

Altro accorgimenti importante è rafforzare la muscolatura del collo. Fare una specifica fisioterapia è importante per permettere al piccolo di sorreggere meglio il capo. Possono essere sufficienti dei piccoli esercizi casalinghi, come spostare prima da un lato e poi dall’altro i suoi giochini, così che è costretto a voltare il capo ed eseguire il movimento corretto.

 

Tra le 6 e le 8 settimane si dovrebbero cominciare già a notare miglioramenti.

A seconda della profondità dell’avvallamento, si otterranno risultati diversi. Nei casi più lievi la plagiocefalia può scomparire del tutto, in quelli in cui è più marcata può lasciare segni del suo passaggio.

Seguendo piccoli accorgimenti, la risoluzione completa della problematica è riscontrabile tra il primo e il secondo anno di vita.

 

 

 

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